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© Associazione Pro Colli Berici Aps - Barbarano Mossano (VI)

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Altavia e Blueways Dei Berici

I Colli Berici sono un macrocosmo solo in parte e da pochi conosciuto, tutt’oggi purtroppo sconosciuto ai più. Non hanno nulla da invidiare alle mete turistiche più rinomate: gli itinerari da noi studiati per scoprirli sono in parte immersi in una natura rigogliosa e talvolta selvaggia, in parte si sviluppano su tracciati tranquilli e stradine a bassissimo traffico. Sono disseminati di arte: ville, oratori, chiesette e siti di indubbia importanza, bellezza e storia fanno da spettacolare cornice. Si snodano lungo valli e campi agricoli che producono prodotti di altissima qualità che la cucina trasforma seguendo sempre la stagionalità. Corrono lungo argini e canali che raccolgono le acque delle nostre colline ma anche dei monti più lontani.
Abbiamo racchiuso in questa pubblicazione 7 itinerari creati ex novo da noi, o già esistenti ma da noi mantenuti, o ancora fatti da altri ma che noi consigliamo, divisi in blue ways (lungo i canali) e green ways (su e giù per i Colli Berici). Sono indicati per escursionisti a piedi, per bikers (mountainbike, ciclo-turisti o ciclisti) ed anche per cavalli, mentre è vietato l'utilizzo di veicoli a motore.
Da padrone la fa l’AltaVia dei Berici, solida ossatura dello slow-turism dei Berici e delle altre green ways.

 

GREEN WAYS

ITINERARIO DEL LAGO DI FIMON

Punto di partenza: Longara di Vicenza, lungo la Ciclabile Riviera Berica.

Lunghezza: km 16.

Questo itinerario, di bassa difficoltà, permette di andare alla scoperta del Lago di Fimon e di apprezzare un paesaggio dai contorni e dai colori morbidi, variabili nelle diverse stagioni. La partenza ideale è Longara, dove dopo soli 400 m si lascia la Ciclabile Riviera Berica e, attraversando la SP 247 Riviera Berica, ci si immette prima in strada di Longara e poi, tenendo la sinistra, in strada del Tormeno (km 1.4). Poco oltre, al km 2, comincia la pista ciclabile che ci porterà sino al Lago di Fimon, oltrepassando il paese di Torri di Arcugnano.

Una volta giunti nei pressi del lago, in via Boeca si gira a destra. Da qui l’itinerario si conforma a quelli già tabellati dalla Regione Veneto come I1 ed E7, da percorrere però in senso inverso. É possibile effettuare l’intero periplo del bacino, attrezzato con aula didattica, scuola vela, bar e pizzeria (all’incirca al 5 km), godendo pienamente della natura rigogliosa. Al km 9.4 si trova anche l’emissario del lago, il Canale Debba, con un innovativo sistema di risalita per i pesci, e da qui si sbuca in via Boeca. Si svolta a destra e si segue per un po’ il corso del Canale Debba, quindi una piccola salita ci porta alla biforcazione con l’AltaVia. Continuando su via Palù si arriva a Pianezze, quindi per via delle Grancare Basse (che dopo poco si trasforma in Strada delle Grancare) si costeggia tutto il monte. Al km 12.4 si incontra nuovamente, per poco, il Canale Debba, che poco oltre si inabissa nel colle per sfociare a Longare nel Bisatto. Continuando su Strada delle Grancare al km 15 si ammira sulla sinistra la Commenda di Longara e si torna infine nuovamente sulla SP 247 e sulla Ciclabile Riviera Berica da cui si è partiti.

ITINERARIO DELLE QUATTRO VILLE DEL PALLADIO

Punto di partenza: Meledo di Sarego, località Paradiso.

Lunghezza: km 49.

Questo itinerario è stato pensato per gli amanti della bicicletta e dell’arte. Filo conduttore è Andrea Palladio che, in poco meno di 50 km, ci porta alla scoperta di alcune delle sue creazioni architettoniche più spettacolari, accompagnati dal lento scorrere dei vicini corsi d’acqua.

Il nostro punto di partenza si trova sull’argine sinistro del Fiume Guà, in località Paradiso. Il sito è facilmente raggiungibile lasciando l’auto nell’ampio parcheggio della stazione FS di Montebello Vicentino, oltrepassando un ponticello e percorrendo per 1.5 km una stradina comunale. L’itinerario è inoltre percorribile anche come prosecuzione delle ciclabili che scendono da Chiampo o da Valdagno-Recoaro. Da qui si prosegue lungo l’argine sinistro del Guà sino a intersecare Via Casa Velo (km 1.5), da dove girando a sinistra si raggiunge la nostra prima meraviglia, ovvero le Barchesse di Villa Trissino (1567), inserite nel Patrimonio UNESCO nel 1996.

In alternativa è possibile parcheggiare l’auto anche alla chiesa di Meledo di Sarego, vicino alla quale vi sono proprio le barchesse, e cominciare l’itinerario da qui.

Le barchesse sono di fatto l’unica parte superstite del progetto mai compiuto per una villa veneta di Andrea Palladio, di cui si può comunque ammirare il progetto nei Quattro Libri dell’Architettura. La torre colombara, ancor oggi visibile, è fornita di camini e affrescata con grottesche, segno evidente di un utilizzo non solo utilitario.

Tornati lungo l’argine del Guà si prosegue sino ad innestarsi (km 3.2) con la Pista Ciclabile di Meledo-Sarego, che si percorre gustandosi a sinistra il torrente Brendola e a destra il fiume Guà. Al km 4.8 è necessario oltrepassare il Guà su un ponte per proseguire lungo la ciclabile che ci conduce a Lonigo. Poco prima di via S. Giovanni/via G. Pontedera, che conduce in centro a Lonigo, la ciclabile si interrompe (km 7.5), tuttavia è possibile proseguire lungo l’argine ben mantenuto sebbene non ancora attrezzato. Si continua sino a Bagnolo (km 11), raggiungendo il nostro secondo tesoro palladiano: Villa Pisani-Bonetti (1542), inserita nel Patrimonio UNESCO nel 1996 e visitabile.

L’ambizioso progetto del Palladio di realizzare una dimora di campagna adeguata ai raffinati gusti dei fratelli Pisani e al tempo stesso in grado di offrire una risposta concreta e razionale in termini di organizzazione di tutto il complesso degli annessi agricoli fa si che gli edifici si presentino in un disegno unitario con casa padronale, stalle, barchesse, colombare ed un parco disposti logicamente e affacciati strategicamente sul Guà. Al tempo stesso le necessità pratiche della vita agricola sono tradotte in forme inedite, in un nuovo linguaggio ispirato all’architettura antica: come un tempio romano, la villa sorge su un alto basamento che dà slancio all’edificio e accoglie gli ambienti di servizio.

Si lascia il Guà, passando a fianco della chiesa di Bagnolo, in origine oratorio della villa, anch’essa visitabile, per imboccare e percorrere completamente Strada Spessa (lunga 5 km), lungo la quale è possibile ammirare la chiesa e villa Bevilacqua. Alla nostra destra ora scorre un altro, per ora ancora piccolo, rivo: il Ronego, che nasce dalle colline di Orgiano. Mentre la SP 5 fa una curva secca, l’itinerario (siamo al km 16.6) prosegue diritto, lungo una carrareccia bella ampia che, dopo aver oltrepassato la stazione del LEB (canale sotterraneo per l’irrigazione), ci fa giungere al km.18.6 nuovamente su strada asfaltata (via Ronego). Si segue la strada girando prima a sinistra per via XI febbraio e poi a destra per via Vela sino a raggiungere al km 21.4 il centro di Asigliano, quindi inforcando via Roma poco oltre si arriva nuovamente sul Ronego. Si oltrepassa un ponte, si percorre l’argine destro sino al km 22.8 e quindi ci si sposta nuovamente sull’argine sinistro grazie ad un ponticello di campagna senza spallette. Da qui la strada diventa bianca sino al km 26 dove, all’incrocio con un capitello dedicato a S. Antonio, la si abbandona per seguire l’argine sino al km 26.7 all’ingresso di Pojana Maggiore.

Sebbene l’itinerario continui sulla destra, è vivamente consigliabile effettuare una cortissima deviazione girando a sinistra per il centro del paese (SP XI) sino a raggiungere la terza villa del nostro itinerario: Villa Pojana (1546), anch’essa nel Patrimonio UNESCO dal 1996 e visitabile.

Disposta all’interno di una profonda corte e fiancheggiata da giardini e campi coltivati, la villa si innalza su un basamento destinato agli ambienti di servizio. Il piano principale, costruito per ricordare gli ambienti termali romani, è dominato da una grande sala rettangolare con volta a botte, ai cui lati si distribuiscono simmetricamente le sale minori coperte con volte sempre diverse e riccamente affrescate. Di fronte alla villa sono ancora visibili i resti, in grave stato di degrado, del castello medievale con annessa colombara.

Ritornati sui propri passi, appena passato il ponte sul Ronego si gira a sinistra per procedere lungo una strada bianca che corre lungo l’argine destro del canale fino al km 29.5 dove, ancora una volta, un ponte ci porta sull’altro argine sino a Caselle di Noventa Vicentina (al km 33.2 incrocio con la statale). Si prosegue mantenendo il Ronego sulla destra, ora diventato un vero e proprio canale, fintantoché non si getta nel Frassine in località Chiavicone (km 37.6). All’incrocio si imbocca la sinistra e si passano borgo e ponte sul Roneghetto (che a dispetto del nome è molto grande – km 38.4). Da qui si è purtroppo costretti a percorrere, girando a sinistra, per tre chilometri la SP 247, che si può abbandonare solo al km 41.5 girando a destra per via Padovana, che di nome e di fatto segna il confine tra Vicenza e Padova. La si percorre per due km sino a Saline di Noventa Vicentina, si affianca l’Oratorio di Sant’Antonio, si prosegue dritti attraversando il ponte sul Frassenella e, mantenendo la sinistra, via Bella Venezia, passando poi sopra la nuova autostrada.

Al km 47 ci si trova in via Finale (località Finale) di Agugliaro, dove si può ammirare Villa Saraceno detta Palazzo delle Trombe (XVI sec. arch. M. Sanmicheli) e poco oltre la quarta villa del nostro itinerario, ovvero Villa Saraceno, di proprietà The Landmark Trust (1548), patrimonio UNESCO dal 1996 e visitabile.

Di straordinaria semplicità, quasi ascetico, l’edificio è un puro volume costruito in mattoni e intonaco, dove ogni elemento decorativo è bandito e il raro impiego di pietra lavorata è limitato agli elementi architettonici più significativi (come finestre e portoni) e alle parti strutturali. È solamente il disegno dell’architettura a infondere magnificenza all’edificio, a dispetto delle dimensioni ridotte, derivando i propri elementi dall’architettura del tempio romano antico.

L’ultimo sforzo ci porta infine a raggiungere la SP 247 Riviera Berica e la Ciclabile Riviera Berica al km 49, da cui si può raggiungere comodamente Noventa o Vicenza sia in bicicletta che con autobus FTV.

ITINERARIO "LE MERAVIGLIE DELLA PIANURA BERICA"

Punto di partenza: Sossano, davanti al Duomo.
Lunghezza: km 45. Una deviazione a metà percorso permette di ridurre il tragitto a km 35.

Questo itinerario ad anello è stato pensato per andare alla scoperta dei tesori racchiusi in sei comuni del Basso Vicentino, al confine sud dei Colli Berici con la provincia di Padova. Si percorre tutto su strade comunali asfaltate, in piano e a scarso traffico, fattore che lo rende particolarmente appropriato per quel cicloturismo di evasione di qualsiasi età. Si interseca più volte con altri itinerari, per cui si può anche decidere di integrare il giro con interessanti varianti (si vedano a tal proposito la guida “Lungo la ciclabile della Riviera Berica” e le altre cartine ed itinerari editi dal Consorzio).

Per comodità la partenza è fissata a Sossano davanti al duomo di S. Michele Arcangelo, con ampio parcheggio e grande parco pubblico per pic-nic. L’itinerario è consigliato in senso orario, ma lo si può percorrere anche in senso antiorario, con indicazioni per ognuno dei due sensi di marcia.
Nei pressi del centro del paese si può ammirare la deliziosa Chiesetta dell’Olmo, Villa Ferramosca-Giovanelli (ora sede comunale) e Villa Loschi-Gazzetta (ora sede di associazioni). Ci si dirige in via S. Sepolcro, dove si passa lo Scolo Liona ed un semaforo. Si gira quindi a sinistra per via Liona che corre sopra l’argine destro del canale. Quindi, sempre seguendo la strada asfaltata ma abbandonando la Liona, si raggiunge Campiglia vecchia. Tenendo la sinistra in via Ferroso si può contemplare poco più avanti Villa Repeta-Bressan, si prosegue dritti lungo via Pilastri e, dopo circa 2 km, ci si congiunge con la Ciclabile Riviera Berica. Si segue la ciclabile verso sud per poco più di un chilometro, entrando in Comune di Agugliaro. Alla nostra sinistra via Ponticelli (transitabile solo a piedi o in bici) costeggia la Liona. Si osserva sull’altro argine Villa dal Verme, prototipo della villa veneta per eccellenza, mentre spostandosi in centro al paese altri edifici di notevole pregio sono l’Oratorio di S. Gaetano e le possenti barchesse Troilo, uniche testimoni di Villa Pigafetta, progettata e mai costruita.
Ci si dirige quindi verso località Finale ammirando Villa Saraceno detta Palazzo delle Trombe e Villa Saraceno-Franchin (tutte visitabili su richiesta), e, poco distante, si raggiunge Villa Saraceno (1548), squisita opera giovanile del Palladio ed ora di proprietà di The Landmark Trust.
Si riprende la strada verso Noventa Vicentina, dove di notevole interesse sono Villa Barbarigo (ora sede comunale), Villa Manin-Cantarella ed il Duomo con pala del Tiepolo. Quindi si punta a Pojana Maggiore, deviando dalla strada principale per percorrere le più tranquille via Ponte Novo e via Cosella. Entrati a Pojana, all’incrocio con Strada Provinciale Pojanese, si gira a sinistra dove dopo pochi metri si può ammirare Villa Pojana del Palladio (1546) e, sul lato opposto della strada, i resti, in grave stato di degrado, del castello medievale con annessa colombara.
Si imbocca via Fornase Barco e si costeggia lo Scolo Ronego (via Ronego, per le indicazioni specifiche si veda l’Itinerario delle Quattro Ville del Palladio, da percorrere in senso inverso) per poi girare a destra in via Roma e raggiungere il centro di Asigliano Veneto (circa 6 km di strada), patria del radicchio rosso detto per l’appunto di Asigliano.
Da qui si devia verso Orgiano (via XI febbraio, via Ronego, via Paradiso, via Perara). Volendo si può entrare in paese per visitare Palazzo dei Vicari, ora sede comunale, e Villa Fracanzan-Piovene col suo magnifico parco.
Infine da qui, seguendo possibilmente una variante per via Cree Storte, sfiorando Pilastro e prendendo via Campanella, si torna al punto di partenza a Sossano.

LA CICLABILE RIVIERA BERICA

Punto di partenza: Piazzale Fraccon a Vicenza, a lato dell’Arco delle Scalette.

Lunghezza: km 32.5.

La Statale 247 della Riviera Berica mette in comunicazione Vicenza e Noventa Vicentina, correndo in pianura a lato degli argini del Bacchiglione, del Bisato e di altri minori. Dopo la Grande Guerra venne costruita una ferrovia (FTV – Ferrovie e Tramvie Vicentine), che sostanzialmente costeggiava la strada mettendo in comunicazione i centri di tutti i paesi, in funzione fino agli anni ‘80. A distanza di trent’anni sul suo tracciato è stata costruita la Ciclabile Riviera Berica, inaugurata il 20.5.2012, frutto dell’impegno consortile di tutti i Comuni dell’Area. Encomiabile riutilizzo e valorizzazione in chiave ecologica di un’infrastruttura pubblica e storica, sembra fatta appositamente seguendo gli ultimi accorgimenti che vogliono le ciclabili non concomitanti con le grandi arterie di comunicazioni ma comunque vicine a punti serviti.

Si configura come una cerniera alternativa e come punto di partenza e d’arrivo di molti altri itinerari (si vedano a tal proposito la guida “Lungo la ciclabile della Riviera Berica” e le altre cartine ed itinerari editi dal Consorzio).

Si parte dall’Arco delle Scalette che sale a Monte Berico, di progetto palladiano, e si seguono gli itinerari della Regione I1 e I2. Poco dopo la partenza si possono ammirare Villa Almerico Capra detta La Rotonda (1566), senza dubbio la più famosa villa del Palladio e patrimonio UNESCO dal 1994, e Villa Valmarana ai Nani (XVII-XVIII sec.) con affreschi di Giambattista e Giandomenico Tiepolo.

A Longara comincia l’Itinerario del Lago di Fimon, prima possibile deviazione naturalistica da percorrere. Proseguendo invece lungo la Ciclabile si passa per Debba, con la sua vecchia conca di navigazione del XVI sec. e per Colderuga, dove il Bacchiglione cede un po’ delle sue acque al Bisato. Si arriva così nel Comune di Longare, da cui parte l’Itinerario del Bacchiglione che conduce fino a Padova; si consiglia inoltre una piccola deviazione e visita alla frazione di Costozza, detta la Perla dei Berici. Lungo la Ciclabile, a Ponte di Costozza, il vecchio casello della stazione è stato restaurato ed è diventata la nuova sede della Pro Loco Longare e punto informativo del Consorzio Pro Loco Colli Berici. Inoltre da qui parte l’Itinerario del Bisato che, seguendo l’argine sinistro del fiume, arriva prima ad Albettone e poi si collega con la E2 – Anello dei Colli Euganei.

Proseguendo si lambisce Lumignano, patria dei piselli, Castegnero, famosa per le ciliegie e Nanto, famosa per l’olio ed il tartufo. Siamo a metà strada e sono stati percorsi 16 km.

Da qui in poi la Ciclabile si allontana maggiormente dalla SP 247 per riavvicinarcisi più avanti, toccando dapprima Ponte di Mossano, famosa per i suoi mulini, e Barbarano, famosa per il suo vino rosso Barbarano. Si arriva quindi a Ponte Botti di Albettone, dove si interseca per un breve tratto l’Itinerario della Liona (km 24) e, più avanti, si entra nei territori comunali di Campiglia e di Agugliaro, dove la Liona cambia direzione per gettarsi nel Bisato all’altezza di Vò Euganeo. Tra campi e corsi d’acqua in lontananza si scorgono Villa dal Verme e Villa Saraceno del Palladio.

Ci si dirige così tranquillamente verso la meta: in frazione Bergoncino di Noventa Vicentina la ciclabile si avvia verso il centro del paese, dove termina. Da qui, volendo, è possibile effettuare anche l’Itinerario delle meraviglie della pianura berica che ad anello tocca tutti i paesi della Bassa.

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